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La risarcibilità delle spese legali stragiudiziali in ipotesi di sinistro stradale

Sei rimasto coinvolto in un incidente e, per tutelarti al meglio, ti rivolgi ad un avvocato: hai diritto ad ottenere dall’assicurazione il risarcimento delle relative spese?

Risarcimento spese legali stragiudiziali

Premessa

La possibilità di rimanere coinvolti, nostro malgrado, in incidenti stradali è tutt’altro che remota, ma la certezza che tali eventi siano coperti dall’assicurazione r.c.a. obbligatoria può indurci un senso di tranquillità in relazione al fatto che saremo effettivamente risarciti dei danni e delle spese ingiustamente sopportati.

Tuttavia data l’estrema complessità della normativa (attualmente disciplinata dal Codice delle Assicurazioni Private di cui al D.Lgs. n. 209/2005) e considerato che la controparte è una Compagnia Assicuratrice, quindi un soggetto in posizione di vantaggio sia in termini economici che di qualificazione tecnica, è del tutto legittimo che il danneggiato decida di rivolgersi ad un avvocato per ottenere, sin dalla cruciale fase stragiudiziale, una adeguata assistenza tecnico-legale nella gestione del sinistro.

Chiaramente una tale attività dev’essere remunerata, resta da capire se di essa debba per forza di cose farsi carico il danneggiato-cliente oppure se possa essere oggetto di risarcimento da parte della compagnia assicuratrice debitrice.

Cosa dicono le norme di legge

A livello normativo, si deve ricordare che ai sensi dell’art. 1223 c.c. il risarcimento del danno dev’essere integrale e deve comprendere sia le spese sostenute (c.d. “danno emergente”) e sia il mancato guadagno (c.d. “lucro cessante”) in quanto siano “conseguenza immediata e diretta” del fatto illecito (nel nostro caso del sinistro stradale).

Tra le spese sopportate dal danneggiato a causa dell’avvenuto sinistro, e che in assenza di esso non sarebbero state ovviamente sostenute, possiamo di logica affermare che rientrano anche le spese dell’assistenza stragiudiziale dell’avvocato, per una attività professionale il cui riconoscimento è oggi previsto espressamente anche dagli artt. 18 e 20, D.M. n. 55/2014.

La posizione della giurisprudenza

Considerato che, nei fatti, le compagnie assicuratrici sono molto “restie” a riconoscere spontaneamente al danneggiato il rimborso delle spese legali sostenute, la giurisprudenza ha avuto spesso modo di pronunciarsi al riguardo.

La posizione che pare essere stata espressa in maniera prevalente è nel senso di riconoscere la risarcibilità del costo, essendo esso un “danno emergente” in diretta connessione causale con il sinistro, ovviamente nella misura in cui esso risulti giustificato dall’attività svolta dall’avvocato.

Numerose le sentenze sia della Corte di Cassazione (cfr. tra le altre Cass. Civ., n. 4306/2019 e Cass. Civ., n. 21954/2014) che dei giudici di merito (si vedano, a titolo d’esempio, Trib. Torino, Sez. IV, 03.05.2018, n. 2096 o Trib. Bologna, Sez. III, 06.03.2017, n. 422).

Le stesse Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella sentenza n. 16990/2017 hanno affermato che «il rimborso delle spese di assistenza stragiudiziale ha natura di danno emergente, consistente nel costo sostenuto per l’attività svolta da un legale in detta fase precontenziosa. L’utilità di tale esborso, ai fini della possibilità di porlo a carico del danneggiante, deve essere valutata ex ante, cioè in vista di quello che poteva ragionevolmente presumersi essere l’esito del futuro giudizio».

Le pronunce dei giudici veronesi

Per rimanere nell’ambito territoriale di Verona, si segnalano varie pronunce sia del Giudice di Pace (ad es. sentenze n.  959 del 24.06.2019 e n. 1440 del 13.09.2018) che del Tribunale (cfr. sentenze n. 571 del 23.03.2020, n. 2078 del 27.09.2018 e n. 489 del  26.02.2018) che si pongono nel senso di considerare legittima la richiesta del danneggiato di ottenere il rimborso/risarcimento delle spese legali sostenute in sede stragiudiziale per usufruire di una adeguata assistenza tecnica.

Conclusione

Il consiglio per i danneggiati, quindi, è di non perdersi d’animo nel caso in cui la compagnia assicuratrice non intenda spontaneamente rimborsare i costi sostenuti per il proprio avvocato, essendo ben possibile ricorrere al Giudice per ottenere soddisfazione anche di tale voce di spesa.

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