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Secondo i dati raccolti dal Censis in Italia ogni anno vengono compiuti circa 2 milioni di reati di questi, poco meno del 50 %, sono furti.

A fronte di un reato tra i più commessi e denunciati, il legislatore per far fronte alla pluralità di condotte che integrano il furto ha cercato di normare le più frequenti all’interno del codice penale.

furto

Il furto semplice

Il furto rientra tra i delitti contro il patrimonio ed è disciplinato dall’art. 624 c.p. che punisce chi si impossessa della cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene al fine di trarne profitto per sé o per altri.

Secondo il codice per “cosa mobile altrui” si intende tutto ciò che rientra nel patrimonio di una persona.

Ciò che è importante sapere è che deve essere una cosa asportabile (su tali basi l’uomo in quanto tale non può essere rubato, ma parte di esso sì quali per esempio un arto artificiale, o un suo organo dopo che è stato asportato, così come una parrucca, un cellulare, i gioielli)

Rientrano nel concetto di cosa mobile anche:

  • gli assegni e le cambiali,
  • i documenti
  • gli oggetti presenti in un museo
  • la sabbia
  • gli animali.

Ai sensi del comma 2 dell’art. 624 del codice penale viene considerata cosa mobile anche l’energia elettrica o qualsiasi altra energia che abbia un valore economico quali per esempio l’energia termica e i gas.

È prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 315 euro a 516.

Si tratta di un reato procedibile a querela di parte a meno che non si sia cagionato un danno di rilevante gravità o non ricorrano le circostanze aggravanti di cui all’art 625 c.p.

Le circostanze aggravanti del furto:

Come si è detto, sono talmente varie le modalità con le quali si può commettere un furto che il legislatore ha cercato di individuare le più frequenti, inserendole dentro le circostanze aggravanti.

Quanto al trattamento sanzionatorio: se concorre una sola di queste circostanze, la pena aumenta da 2 a 6 anni e la multa da 927 euro a 1500 euro.

Se concorrono due o più di queste circostanze la pena subisce un ulteriore aumento: reclusione da 3 a 10 anni e multa da 206 a 1549 euro.

Si evidenzia che in caso di contestazione dell’art 624 c.p. aggravato da una di queste circostanze, si potrà chiedere la sospensione del procedimento con la messa alla prova ma non la speciale tenuità del fatto di cui all’art 131 bis c.p.

Vediamone alcuni esempi:  

Il furto in abitazione

Fattispecie originariamente prevista come circostanza aggravante dal 2001 è divenuta una fattispecie autonoma di reato disciplinata dall’art 624 bis c.p., oggetto di separato approfondimento nel corso dell’articolo

Furto con violenza sulle cose o mediante mezzo fraudolento

Se il colpevole usa violenza sulle cose o si avvale di un mezzo fraudolento la pena è aumentata.

Per violenza si intende ogni azione che porta al danneggiamento, alla trasformazione e/o al mutamento della destinazione della cosa.

L’esempio più frequente è il furto di capi di abbigliamento dopo aver rimosso il dispositivo antitaccheggio.

Furto con possesso di armi o narcotici

Risponde di tale fattispecie chi commette il furto avendo con sé armi o narcotici senza farne uso.

Per rispondere di questa circostanza, l’arma (o i narcotici) non deve essere usata, altrimenti si risponderà del più grave reato di rapina

Il furto con destrezza

Per destrezza si intende quella particolare agilità e sveltezza con cui viene sottratta la cosa mobile e che non sia stata percepita dalla vittima.

Per esempio quando si è in un posto affollato e si viene derubati del portafoglio da parte di un borseggiatore.

Furto commesso da pluralità di persone o mediante travisamento di persona

La pena è aumentata se il fatto è commesso da 3 o più persone o anche da una sola travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio

Per rispondere di questa aggravante è bene sapere che tra le tre persone riunite si contano anche i minorenni o le persone non punibili o non imputabili.

Per travisamento si intende qualsiasi accorgimento che ne alteri l’aspetto fisico tale da rendere difficoltosa o impossibile la sua individuazione, basta anche una parrucca o un paio di occhiali che facciano confondere l’identità del reo.

Di questa aggravante rispondono anche coloro che si fingono pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.

Per esempio coloro che si fingono messi comunali per introdursi nelle abitazioni dalle quali sottraggono denaro o gioielli.

Il furto sul bagaglio dei viaggiatori in auto, in stazione, negli scali, negli alberghi, o nei bar/ristoranti

In questa ipotesi viene tutelato il viaggiatore e di conseguenza il suo bagaglio.

Una curiosità al riguardo: il viaggio deve essere iniziato, pertanto non risponde di furto aggravato colui che ruba dei bagagli all’interno di un’auto che è parcheggiata prima che sia iniziato il viaggio.

Furto di beni pubblici, sacri e/o esposti alla pubblica fede

Se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici o sottoposte a sequestro/pignoramento o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede o destinate al pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;

in questo caso il furto deve avere ad oggetto beni che si trovano all’interno di uffici pubblici tra i quali rientrano gli ospedali, le stazioni ferroviarie e persino gli studi notarili, trattandosi di luoghi che hanno una funzione pubblica.

Non rientrano in questa aggravante i furti che avvengono all’interno degli alberghi o negli stabilimenti balneari o nella sale da gioco.

Tra le cose esposte alla pubblica fede per necessità rientrano per esempio le auto parcheggiate sulla pubblica via e le biciclette.

Tra quelle esposte per necessità si rinvengono gli arnesi e gli attrezzi agricoli nei campi, gli sci lasciati fuori da una baita, gli indumenti sulla spiaggia mentre si va a nuotare.

Mentre tra le cose destinate a pubblica reverenza rientrano tutti gli oggetti sacri e religiosi.

Il furto su mezzo di pubblico trasporto

Questa aggravante è stata introdotta con una legge specifica nel 2009 per cercare di arginare il fenomeno dei furti sugli autobus.

Tutela colui che subisce un furto all’interno di un mezzo di trasporto pubblico da intendersi qualsiasi mezzo gratuito o pagamento volto a trasportare persone nell’interesse pubblico:

Rientrano in questa categoria anche i taxi e i noleggi con conducente

Furto nei confronti di chi ha prelevato soldi in banca o posta

In tale ipotesi si vuole tutelare l’utente nell’atto di fruire di servizi bancari o postali.

L’esempio più frequente è il pensionato derubato mentre sta prelevando i soldi della pensione o immediatamente dopo.

Altre ipotesi di furto

  • Se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia
  • Se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o su animali bovini o equini anche non in mandria. Questa circostanza è volta a tutelare il patrimonio pastorizio ed è una circostanza aggravante oramai desueta

Il furto in abitazione e il furto con strappo

Visto l’incremento negli anni dei furti in abitazione, il legislatore nel 2001 con la Legge n. 128 ha trasformato la circostanza aggravante di cui al n 1 dell’art 625 c.p. in reato autonomo.

L’art 624 bis c.p. regola al primo comma il furto in abitazione e al secondo comma il furto con strappo, prevedendo per entrambi la pena della reclusione da 4 a 7 anni e la multa da 927 euro a 1500 euro (pena aumentata nel 2019)

Il comma 1 punisce chi sottrae una cosa mobile altrui, al fine di trarre profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in un luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa.

Il comma 2 nel caso la cosa sia stata sottratta strappandola di mano o di dosso alla persona.

In presenza di una o più circostanze di cui all’art 625 c.p., la pena aumenta da 5 a 10 anni di reclusione e la multa da 1000 a 2500 euro.

Dal momento che la pena massima edittale è superiore a 4 anni, non è possibile accedere all’istituto della messa alla prova né invocare la speciale tenuità del fatto di cui all’art 131 bis c.p.

Per abitazione si intende qualsiasi edificio destinato a privata dimora e dove si svolge la vita di un soggetto, tra i quali vi rientra anche il luogo di lavoro o di svago.

Per dimora viene inteso anche un luogo diverso dall’abitazione quale può essere un camper, una roulotte e persino una tenda.

Tra i luoghi di privata dimora rientrano anche gli studi professionali, le farmacie e anche la sagrestia di una chiesa.

Per rispondere di questo reato occorre porre in atto due condotte:

  •  introdursi illecitamente all’interno di una abitazione
  • sottrarre una cosa mobile.

Non risponderà pertanto di furto di cui all’ 624 bis c.p. l’invitato ad una festa che sottragga delle posate d’argento o il domestico che rubi gioielli in casa dei padroni di casa (in questo caso gli verrà contestato il furto semplice art 624cp, trattandosi di soggetto che non si è introdotto illecitamente).

Quanto al furto con strappo, la condotta richiesta è quella dell’impossessarsi con violenza della cosa mobile altrui strappandola di mano o di dosso alla persona.

Questo reato si differenzia da quello di rapina (art 628 c.p.) per la direzione della forza fisica esercitata.

Se l’atto violento è indirizzato verso la cosa ancorché la persona offesa possa essere lesionata, si risponderà di furto con strappo. Se l’atto è diretto verso la persona offesa, invece, si risponderà del reato di rapina.

È bene precisare che l’aggressore che si trova costretto ad impiegare una forza maggiore per impossessarsi della cosa mobile a causa della resistenza della vittima risponderà comunque del più grave reato di rapina

Per queste due ipotesi di furto è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato e l’applicabilità di misure coercitive quali la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria o il divieto di dimora.

Nelle contestazioni di cui all’art 624, 624bis e 625 c.p., è prevista una circostanza attenuante. La pena viene diminuita da un terzo alla metà qualora il colpevole, prima di essere giudicato, abbia consentito all’individuazione dei correi o di coloro che hanno acquistato, ricevuto o occultato la cosa sottratta o si sono intromessi per farla acquistare, ricevere od occultare. In buona sostanza è stata introdotta un’attenuante speciale per chi collabora all’individuazione delle persone coinvolte nel furto (art. 625 bis cp.)

Furto d’uso, furto lieve per bisogno, spigolamento abusivo

Questi tre tipi di furto sono tutti disciplinati dall’art 626 c.p. la cui competenza è passata al Giudice di Pace, trattandosi di fatti di minor gravità e allarme sociale.

Il furto d’uso previsto dal primo comma consiste nel restituire la cosa sottratta dopo averle usata momentaneamente.

Per la configurabilità di questo specifico furto, l’uso deve essere immediato e la cosa deve essere restituita integra.

Un esempio è chi restituisce un’auto dopo averla usata per un breve tragitto o un dipendente che restituisce dei documenti di lavoro dopo averli sottratti;

Ciò che rileva è il tempo di utilizzo.

Il furto per bisogno (secondo comma) ha per oggetto cose di tenue valore che si sono sottratte per adempiere ad un grave ed urgente bisogno.

Il bisogno richiesto dalla norma riguarda il soddisfacimento delle indispensabili esigenze di vita, quali cibarsi, vestirsi e curarsi.

Lo stato di indigenza di una persona depone a favore di questa norma ma lo stesso deve provare di aver usato metodi leciti per procurarsi quanto necessario.

Lo spigolamento consiste nella raccolta delle spighe dopo la mietitura, il rastrellamento la raccolta di erbe falciate, il raspollamento la raccolta di grappoli d’uva dopo la vendemmia.

Trattandosi di reati di competenza del Giudice di Pace la pena è della multa da 258 euro a 2582, o la permanenza domiciliare da 6 a 30 giorni o i lavori di pubblica utilità da 10 giorni a 3 mesi.  

Reato procedibile a querela della persona offesa.

Furto al supermercato

Chi ruba all’interno di un supermercato risponde del reato di furto di cui all’art 624 c.p. aggravato dalla circostanza n. 2 dell’art 625 c.p. (violenza sulle cose o avvalendosi di un mezzo fraudolento)

Questa tipologia di furto merita però un breve approfondimento dal momento che è dovuta intervenire la Suprema Corte a Sezioni Unite per dirimere la questione: “se la condotta di sottrazione di merce all’interno di un supermercato, avvenuta sotto il costante controllo del personale di vigilanza, sia qualificabile come furto consumato o tentato allorché l’autore sia fermato dopo il superamento della barriera delle casse con la merce sottratta”

Un primo orientamento optava per considerare furto consumato quando il soggetto prelevava la merce, la occultava e passava le casse. Solo in quel momento, difatti, l’autore del furto entrava pienamente in possesso della cosa sottratta.

In questa ottica a nulla valeva il controllo degli addetti alla sorveglianza sulla condotta furtiva.

Per un secondo opposto orientamento, era proprio la vigilanza continuativa sul soggetto o l’impiego di apparati elettronici di rilevazione automatica del movimento della merce a far ritenere il furto solo tentato.

Ebbene le Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n 52117 del 2014 hanno stabilito che l’impossessamento “deve considerarsi escluso dalla concomitante vigilanza, attuale e immanente, della persona offesa e dall’intervento esercitato in continuità a difesa della detenzione del bene materialmente appreso, ma ancora non uscito dalla sfera di controllo del soggetto passivo”.

In buona sostanza qualora la sorveglianza sulla condotta del reo sia stata continuativa il soggetto risponderà di furto tentato anche con il passaggio alla casse.

Si evidenzia, inoltre, che anche in caso di tentato furto aggravato dalla violenza sulle cose si può essere arrestati in flagranza di reato. Lo stabisce la Corte Costituzionale con la sentenza n 41/2022.

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